Aston Martin apre la competizione per uno dei posti più ambiti del motorsport mondiale

Aston Martin abre disputa por uma das vagas mais desejadas do automobilismo mundial. Foto: Aston Martin
Aston Martin apre la competizione per uno dei posti più ambiti del motorsport mondiale. Foto: Aston Martin

Il marchio britannico rilancia la sua Driver Academy 2026 con 22 giovani piloti provenienti da 10 Paesi, mentre ex allievi sono già presenti nel WEC, IMSA e persino nel progetto Valkyrie. Niente male per una “scuola guida”.

Aston Martin Racing ha deciso di riaprire le porte della sua Driver Academy nel 2026 per trovare il prossimo talento emergente delle gare endurance. E, diciamolo, quando un costruttore di auto di lusso dice di essere “alla ricerca di talenti”, difficilmente si tratta di un semplice curriculum inviato via e-mail. Questa volta la competizione riunisce 22 piloti di 10 Paesi, distribuiti tra almeno dieci team partner del marchio durante la stagione.

Il programma, ormai diventato una vetrina molto efficace per chi sogna di passare dal GT ai campionati più prestigiosi del motorsport mondiale, torna sotto i riflettori proprio mentre il vincitore del 2025, Kobe Pauwels, si prepara al debutto nel Campionato Mondiale Endurance FIA a Imola con il team Heart of Racing. In altre parole: la promessa dell’accademia ha appena ricevuto il diploma ed è già stata catapultata nel mondo reale, dove non basta sembrare veloci — bisogna esserlo davvero.

Aston Martin sottolinea che la sua academy ha già formato nomi importanti. Tra gli ex allievi figurano Ross Gunn e Roman De Angelis, oggi protagonisti dell’offensiva Aston Martin THOR Team Valkyrie in Nord America, oltre a piloti come Valentin Hasse-Clot, Romain Leroux, Mike David Ortmann, Tom Canning e Jamie Day. Quest’ultimo, vincitore del 2024, avrà un calendario fitto nel 2026, guidando la Vantage GT3 in diversi campionati internazionali.

Aston Martin abre disputa por uma das vagas mais desejadas do automobilismo mundial. Foto: Aston Martin
Aston Martin apre la competizione per uno dei posti più ambiti del motorsport mondiale. Foto: Aston Martin

Secondo Adam Carter, responsabile Endurance di Aston Martin, l’academy ha già dimostrato chiaramente di essere uno strumento efficace per individuare talenti nelle gare di lunga durata. E i numeri lo confermano: due dei sei piloti che competono con le Valkyrie ufficiali sono passati dal programma, mentre altri ex allievi saranno presenti nel WEC, IMSA, GT World Challenge Europe, 24 Ore di Spa e 24 Ore del Nürburgring in questa stagione. In altre parole, l’iniziativa non è più solo una bella operazione di marketing, ma un vero e proprio trampolino verso il vertice dell’endurance.

La selezione 2026 è aperta a piloti tra i 16 e i 26 anni impegnati in programmi Vantage GT3 e GT4 in campionati riconosciuti. Il vincitore riceverà supporto finanziario per la stagione 2027, oltre all’assistenza della casa, coaching personalizzato e un test con una Aston Martin Vantage GT3 attuale. In breve: non si porta a casa solo un trofeo e una foto sorridente — ma una reale opportunità di salire di livello in un ambiente dove le occasioni concrete sono rare.

E, poiché non basta saper guidare bene, i partecipanti seguono anche un seminario di tre giorni che include un tour del campus tecnologico del team Aston Martin Aramco di Formula 1, media training, valutazione fisica completa, piano nutrizionale, formazione commerciale e workshop di ingegneria. Il pilota moderno, infatti, deve saper correre, comunicare, vendere la propria immagine e comprendere l’auto. Essere solo veloci non basta più — quasi assurdo per chi pensava che il motorsport fosse solo questione di accelerare.

Anche la giuria dimostra la serietà dell’iniziativa. Tra i valutatori figurano Darren Turner, Jonny Adam, Valentin Hasse-Clot, Rachel Adam, Gus Beteli e Huw Tasker. Durante la stagione, non osserveranno solo la velocità dei candidati, ma anche la capacità di gestire strategia, lavoro di squadra, relazioni pubbliche e aspetti commerciali della professione. Perché oggi, chiaramente, fare il giro veloce è solo l’inizio.

Nel frattempo, Kobe Pauwels entra nel 2026 come l’esempio più recente che il percorso può funzionare. Oltre a disputare l’intera stagione del GT World Challenge Europe con Comtoyou Racing, il belga farà anche il suo debutto nel WEC con Heart of Racing, sostituendo Dudu Barrichello a Imola in quel weekend. Lo stesso pilota ha riconosciuto che vincere l’academy è stato un grande onore e ha ammesso che il debutto nel WEC è arrivato prima del previsto. A volte le opportunità arrivano presto. Altre volte, semplicemente bussano con il logo Aston Martin sulla porta.

In definitiva, la Aston Martin Racing Driver Academy 2026 rafforza un’idea molto chiara: scoprire giovani talenti resta fondamentale, ma svilupparli all’interno di una struttura ufficiale lo è ancora di più. E se la storia recente è indicativa, questa nuova generazione non entra solo per imparare. Entra, sostanzialmente, per dimostrare chi sarà il prossimo a passare da promessa a protagonista nei grandi campionati. Senza pressione, ovviamente.

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Fonte e immagini: Aston Martin. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.

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